sabato 4 giugno 2011

La poesia " Devo liberare ..." , N° 2 della raccolta inedita AKOIE di Clara Caverzan



Devo liberare/ tutto quello che ho dentro qui/ per diventare come un papavero/ E nascere/ immodesto/ sopra un tetto/ Immodesta. Questo il titolo della poesia di Clara Caverzan selezionata e pubblicata nell'antologia " La Libertà" di poesiaèrivoluzione.






L’antologia La Libertà è pronta
Cari amici, cari poeti e artisti, con queste poche righe vi informiamo che l’antologia La Libertà è pronta ed è acquistabile dalla pagina degli ordini del nostro sito.
Compilate i campi relativi all’ordine e vi arriverà immediatamente una mail con tutti i dettagli per il pagamento.
Piccola lettera ai selezionati per La Libertà
La libertà è un tema sacro ai poeti. E non potrebbe essere altrimenti. Perché il poeta è come il gabbiamo che vola sulle scogliere dove i flutti si infrangono sulle rocce. È un innocente che evade di prigione, una luminosa stella cadente, una città brulicante di vita. In fin dei conti il poeta è la massima espressione di libertà, in questo nostro mondo, spesso schiavo.
Ognuno di voi, scrivendo la sua poesia ha spezzato una catena. Di questo siamo felicissimi. Questo nostro libro, o meglio questo vostro libro, è l’esempio lampante del continuo anelito del poeta verso la libertà. Per respirarla. Viverla con tutto il proprio essere. Senza di lei l’uomo è solo un burattino. Ed è per questo che nella storia non mancano di certo gli esempi di chi ha sacrificato la propria vita per difendere questo preziosissimo bene.
Ma torniamo al libro… Sono stati poco meno di 800 i poeti che si sono messi in gioco in questo concorso. Ringraziamo per questo tutti coloro che hanno partecipato al progetto, poeti e artisti, anche coloro che non sono entrati a far parte dell’antologia. Sarà per la prossima volta.
Un caro saluto dal Collettivo Poesiaèrivoluzione.

mercoledì 25 maggio 2011

DIFFONDERE DIFFONDERE DIFFONDERE SUBITO SENZA ATTENDERE



Appello per il referendum sul nucleare
L’emendamento governativo all’art.5 della legge di conversione del decreto-legge n.34 del 2011, approvato col voto di fiducia della Camera del 24 maggio, rivela in maniera palese l’intento del legislatore, del resto apertamente dichiarato dal Presidente del Consiglio e dai principali esponenti della maggioranza, di impedire lo svolgimento del referendum abrogativo contro l’istallazione in Italia di centrali nucleari, già fissato per il 12 e il 13 giugno. E’ pur vero che tale emendamento prevede l’abrogazione delle norme sottoposte a referendum. Tuttavia esso esprime, nel suo primo comma, la chiara volontà non già di abbandonare, come propongono i quesiti referendari, bensì di sospendere la “definizione ed attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”, in attesa e “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare”. Tale volontà è confermata dal comma 8^ dell’emendamento, che prevede che “entro dodici mesi dall’entrata in vigore” della legge sarà adottato un piano energetico nazionale che non esclude affatto, ma implicitamente include l’opzione nucleare, in evidente contrasto con la proposta referendaria. Fu proprio con riferimento a un simile contrasto che la Corte Costituzionale, con la sentenza n.69 del 1978, decise che, qualora una nuova disciplina legislativa, pur abrogando “le singole disposizioni cui si riferisce il referendum”, non ne modifichi “i principi ispiratori” e “i contenuti normativi essenziali”, allora “il referendum si effettui sulle nuove disposizioni legislative”. I sottoscritti auspicano perciò che l’Ufficio per il referendum presso la Corte di Cassazione, sulla base dell’accertamento dell’evidente contrasto tra i principi ispiratori dell’emendamento approvato e l’intento dei proponenti del referendum, voglia trasferire il quesito referendario sul primo e sull’ottavo comma di tale emendamento, così consentendo agli elettori di pronunziarsi contro la pervicace volontà del legislatore di non abbandonare il programma nucleare.
I Comitati Dossetti per la Costituzione, 25 maggio 2011

martedì 17 maggio 2011

GAIA NEWS DI MAGGIO



GAIA news
notizie dall'ecoistituto del veneto
maggio 2011
(leggete anche l'S.O.S. al punto 7)


1. giovedì 19 maggio ore 18, a Mestre Ecoistituto del Veneto viale Venezia 7 (50 m. dalla stazione FS) incontro di ZeroEnergy
gruppo di lavoro aperto a tutti gli ineteressati al risparmio energetico ed energie rinnovabili

2. venerdì 20 ore 17 a Venezia - Rialto - S.Salvador al FuturCenter, concerto Coro Fanis con canzoni popolari veneziane, di montagna e religiose
e Chorale de la Mer coro francese da Seyne sur Mer, con canti da vari paesi del mondo, liturgici e francesi. Entrata libera.

3. sabato 21 ore 9.45 a Mestre - Ecoistituto Coordinamento regionale dei Comitati veneti contro la combustione dei rifiuti: Inceneritori, Cementifici, pseudoBiomasse. Tra i punti in discussionbe: Proposte di legge e di referendum regionali

4. domenica 22 ore 10 da Campo di Alano di Piave (BL) parte la 5^ Escursione naturalistica per salvare la valle di SCHIEVENIN
dal RISCHIO MINIERE trovate il programma cliccando: http://www.cai-tam.it/risorse2/schievenin2011.pdf

5. sempre domenica 22 maggio 2011 al Mestre - Forte Marghera Che forte il Forte - Festa dell' Ecologia
per la salvaguardia del Forte Marghera e della sua usufruibilità.
AmicoAlbero invita tutti a partecipare e diffondere l'iniziativa
Festa dell’ECOLOGIA al FORTE MARGHERA
EVENTI
10-12 ESPERIENZA DI GIARDINAGGIO: insieme per prendersi cura del verde del Forte
12-13 VISITA GUIDATA alla scoperta del Forte, a cura di Stefania e Luca
13-15 PRANZO al sacco o presso "La Dispensa" o dal "Gatto Rosso"
15-16 ALBEROFFICINA: creazione di piccoli giochi in legno
16-17 DIBATTITO sui referendum NUCLEARE e ACQUA
17,30-18,30 PROIEZIONE del documentario "TESSERA City"
Dalle 18,45: VERDI POETICHE di Roberta Vasselli
CONCERTO di RioTerà dele Tarante e Ser. Pe
PRESENZE
BANCA DEL TEMPO: mercatino usato
AMICOALBEROdistribuzione piccole piante
ECOISTITUTO Ri-Libri e "Nucleare Addio"
SPIAZZI: Ri-Mercato autoproduzione con materiali di riuso
MIT: Museo delle Imbarcazioni Tradizionali
OIKOS: educazione naturalistica
SPIAZZI VERDI: laboratorio di serigrafia, distribuzione semi di orticole
LIPU, VIVERE MARGHERA, COMITATO ALBERI MARGHERA,
PAVAN cicli: montaggio bici
A disposizione la lettura del libro del 1885 di E.Caffi su La presa di Forte Marghera nel 1848
5. Per il Referendum sul nucleare, che si tiene il 12-13 giugno, puoi leggere e scaricare il fascicolo su Nucleare e alternative, Votare Sì per fermare il nucleare cliccando http:///
6. Per i 2 Referendum sull'Acqua-bene comune da non privatizzare, puoi vedere e far girare questo breve video, cliccando: http://www.ciaccimagazine.org/?p=5566

7. S.O.S. Naufraghiamo: LA LEGGE VIENE CALPESTATA ANCHE IN TRIBUNALE. DATECI UNA MANO A RACCOGLIERE 19MILA EURO
Il TAR con due sentenze sulla chimica del cloro a Marghera ha sposato le scelte delle aziende e ha dato torto ad Ecoistituto del Veneto e Associazione Bortolozzo: a. Sull'aumento produttivo del cancerogeno dicloroetano (DCE) da 100 a 170 mila tonnellate all'anno non serve la Via , il ministero dice che non cambiano le emissioni, in realtà non cambiano le concentrazioni a camino, ma quasi raddoppiano i metri cubi emessi e quindi le quantità di mg di DCE che ricadono sulle nostre teste. Si è scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli, il VIA lasciamolo fare con carte e costi e coinvolgimento della popolazione su un nuovo silos di mais a Ceggia, sull'aumento del 25 % di produzione di mangimi per cani a Portogruaro o su 2 km di strada a Jesolo o su una darsena da 50 posti barca a Cavallino, ma chi produce e sparge cancerogeni lasciamoli lavorare senza disturbarli. Anche se nella nostra provincia abbiamo record di tumori alle vie respiratorie, del fegato, della pelle e delle mammelle, e la gente vede attorno a se esplodere sempre nuovi casi di cancro.
b. Sul "bilanciamento" cioè aumento produttivo di CVM e PVC decide il Consiglio dei ministri dopo che il Ministero ambiente ha bocciato il progetto in commissione VIA e ne viene presentato un altro senza seguire le regole della legge. Ma, come ribadisce la sentenza del TAR si è tenuto conto soprattutto “delle ripercussioni negative sull’occupazione, con conseguenti forti tensioni sociali, derivanti da una eventuale mancata autorizzazione del progetto di bilanciamento.”
La legge sulla VIA viene calpestata da volontà partitiche chiare, che però poi cozzano contro le valutazioni economiche di mercato, perchè potenziare impianti obsoleti del 1970 è finanziariamente un suicidio; e così non è la tutela dell'ambiente e della salute a fermare questi impianti ma la globalizzazione.
Non presenteremo ricorso al Consiglio di Stato perchè è troppo costoso per le nostre casse di associazioni di volontariato, la giustizia è una cosa per ricchi; inoltre è quasi impossibile che il consiglio di Stato dia torto alle scelte di chi rappresenta lo Stato ( Min. ambiente e Consiglio dei ministri) e dia ragione ad associazioni ambientaliste che chiedono l'applicazione delle leggi.
A questo proposito è bene che si sappia cosa ci è costata questa iniziativa:
all'inizio, nel 2007, eravamo tre associazioni (Ecoistituto del Veneto, ass.Bortolozzo e Airis) e due avvocati: Marco Giacomini e Silvia Manderino.
Con Giacomini si era concordato che le associazioni avrebbero pagato le spese vive (bolli per i ricorsi ecc.), mentre gli avvocati (come è successo in decine di altri processi politici e ambientali, con gli avvocati Battain, Scatturin, Caburazzi, Zaffalon, ecc.) davano la loro opera gratuitamente.
Questo era stato detto, ma purtroppo mai in forma scritta o in presenza di testimoni, se non i rappresentanti delle associazioni.
Alla prima richiesta di 1000 euro Airis si è ritirata. Dopo circa un anno, purtroppo, l'avv.Giacomini è stato colpito da grave malattia e ci ha lasciati.
Nei tre anni, l'Ecoistituto ha versato 3.000 euro di spese e l'ass.Bortolozzo 4.000.
I due procedimenti hanno richiesto un grande lavoro all'avvocato che, anche grazie alla consulenza tecnica dell'urbanista Carlo Giacomini (che aveva fatto parte per anni della Commissione VIA presso il Ministero Ambiente) e dell'ing.chimico Franco Rigosi (grande conoscitore della tecnologia di Marghera, in qualità di impiantista dell'Arpav), aveva presentato una quindicina di elaborati, tra ricorsi e memorie tecniche.
Ci preparavamo perciò, una volta conclusi i processi, ad aggiungere ai 7.000 euro già versati per le spese, circa altrettanti come ringraziamento all'avvocato.
Dopo il deposito delle sentenze, che ci hanno dato torto in entrambi i procedimenti, l'avv.Silvia Manderino invece ci ha presentato la parcella di euro 43.956, di cui circa 7.000 di Iva e diritti di segreteria.
Detratte le cifre già versate, significa che l'Ecoistituto deve pagare all'avv.Manderino nei prossimi mesi altri 19.000 euro e l'ass.Bortolozzo altri 18.000.
Per questo motivo l'ass.Bortolozzo ha già rinunciato di indire nel 2011 il concorso che da 11 anni premiava le migliori tesi di laurea delle università (venete) a carattere ambientalesta; svuotata la cassa e tirati fuori altri soldi tra i soci per pagare l'avvocata, sta discutendo se chiudere l'attività.
L'Ecoistituto ha in cassa circa 3.000 euro, che dovevano servire per pagare il numero di Gaia uscito a primavera. Ovviamente non abbiamo alcuna intenzione di chiudere baracca per pagare la parcella all'avvocata: apriamo una sottoscrizione e chiediamo a tutti voi di darci una mano.
Intanto prosciughiamo il conto dell'Ecoistituto, chiediamo alla tipografia Eurooffset di pazientare alcuni mesi, prosciugo anche il mio conto familiare ( rinviando di due anni l'acquisto della Dacia Megan da 7 posti e 11.000 euro, che doveva sostituire la nostra Skoda del 1998, che ormai fatica ad arrivare a Pieve d'Alpago, anche andando a 80 Km l'ora...).
Mi auguro che voi che leggete riusciate ad aiutarci e, anche, che prendiate buona nota dei fatti e delle persone, per non incorrere negli stessi inconvenienti in caso di iniziative giudiziarie.
La giustizia ingiusta e i giochi del potere per sottometterla danno anche in questi giorni spettacolo inverecondo e mostrano a quali livelli di stravolgimento delle regole si può arrivare. La mancanza di fiducia nella giustizia porta solo a diventare sudditi-schiavi o a farsi giustizia da soli.
Non condividiamo nessuna delle due strade: continueremo a lottare perchè la gente si ribelli e perchè siano difesi i diritti democratici fondamentali.
Terremo conto di tutto e chiederemo conto di tutto.



Michele Boato

CATENA UMANA A CHIOGGIA 21 - 05 - 11 h 15.30




SABATO 21 MAGGIO 2011 ALLE ORE 15.30
Catena umana a Chioggia
grande manifestazione regionale/interregionale
ritrovo presso il Piazzale Europa a Sottomarina di Chioggia
(per chi arriva con i mezzi pubblici o con autobus organizzati è il piazzale principale di arrivo)
L’iniziativa è lanciata su invito del Comitato Nazionale e coordinata dal Comitato
regionale Veneto “vota SI’ per fermare il nucleare” in collaborazione con il
Coordinamento regionale “2 SI’ per l’acqua bene comune” che ha già dato adesione e
conferma di presenza.
La manifestazione si terrà presso la spiaggia di Sottomarina dove realizzeremo,
assieme ad altre attività di volantinaggio e sensibilizzazione, una delle 10 CATENE
UMANE LUNGO LA BATTIGIA che si faranno lo stesso giorno in altrettante località
d’Italia. Le località designate tra quelle possibili di localizzazione di una futura
centrale nucleare per quanto riguarda il Veneto sono Chioggia, Legnago e Cavarzere.
Il gruppo locale di Chioggia del Comitato provinciale veneziano ha già dato la sua
disponibilità ad organizzare l’iniziativa se opportunamente sostenuto da TUTTI I
COMITATI PROVINCIALI DELLA REGIONE. L’iniziativa è molto importante poiché il
risalto nazionale che potremmo dare alla nostra protesta, sarà senza dubbio molto
forte vista la concomitanza dei 10 eventi.
Inoltre il 21 maggio è una data ancora “utile” per affermare la nostra volontà di
recarci alle urne il prossimo 12 e 13 giugno, a dispetto di quanto prospettato dal
nostro governo con il Decreto farsa di cancellazione/moratoria degli articoli soggetti a
referendum. Il Decreto andrà in discussione alla Camera non più il 17-18 maggio come
prospettato inizialmente, ma, pare, il 22-24 e dunque È OPPORTUNO ALZARE LA VOCE
PROPRIO IN QUESTO MOMENTO E FAR SENTIRE CHE CI SIAMO E CHE VOGLIAMO
DECIDERE DEL NOSTRO FUTURO!
PER INFORMAZIONI E COMUNICARE LA PROPRIA DISPONIBILITÀ ED IL NUMERO DI
PARTECIPANTI DA OGNI COMITATO, CONTATTARE IL PORTAVOCE DEL COMITATO
REGIONALE OSCAR MANCINI ALLA MAIL
si.fermiamoilnucleare.veneto@gmail.com

martedì 10 maggio 2011

15 MAGGIO BOLOGNA INCONTRO DEI MOVIMENTI E LISTE CIVICHE ED ECOLOGISTE








Alle persone interessate all'incontro dei Movimenti e liste Civiche ed ecologiste
di domenica 15 maggio a Bologna:
allego il programma
ulteriori notizie, contributi (due ottime interviste a Francuccio Gesualdi e Giorgio Nebbia, due miei contributi ecc.)
li trovate andando nel sito http://www.movimentocivico.it/
da Mestre partono un treno intercity alle 7.28 che arriva a Bologna alle 9.20
e un treno inter-regionale (costa meno) alle 7.34 che arriva alle9.36
L'incontro si tiene alla Montagnola, che sta a 300 metri fuori dalla stazione a sinistra.
Ritorni con inter-regionali a ogni ora.
(io prenderò il treno alle 6.04 per essere lì alle 8 e aiutare a preparare la sala.)
fatemi sapere
a presto
Michele Boato

Domenica 15 Maggio
Parco della Montagnola
dalle ore 9,30
Bologna
Ore 9.30
Saluto e presentazione dei gruppi e delle reti partecipanti
Ore 10.00
Presentazione
“Un progetto politico, civico e dei movimenti”
Ore 10.30
• Francuccio Gesualdi (Centro Nuovo Modello di Sviluppo)
“Voglio cambiare il mondo... ma come?”
Discussione del questionario online pubblicato su www.MovimentoCivico.it
• Guido Viale (Economista e scrittore italiano)
“Riciclo totale - rifiuti zero”
• Luciano Capitini (Fondazione Aldo Capitini)
“Politica e strategie non violente”
• Sabrina Arcuri (Autrice libro sul referendum pubblicato da EMI)
“Nucleare si? Nucleare no”
• Tommaso Fattori (Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua)
“Beni comuni: primo H2O”
• Elio Veltri (Presidente di Democrazia e Legalità)
“Legalità e democrazia”
• Dario Rinco (Rete Civica Italiana)
“Democrazia diretta: la parola ai cittadini”
Question time (domande di 1 minuto)
a cura di Michele Boato e Marzia Marzoli
Ore 13.00
Pausa pranzo
Ore 14.00
Gruppi di lavoro sui temi della giornata:
• programma politico e campagne sui temi concreti
• per una rete nazionale e le regole di garanzia
Ore 15.00
Report dei gruppi e dibattito (interventi da 2 minuti)
Ore 16.00
Decisioni
Ore 17.00
Brindisi di saluto
Per un nuovo modo di fare Politica
Informazioni su:
www.MovimentoCivico.it
Documenti, resoconti e report saranno sui siti internet
Partecipa all’incontro nazionale
Il 15 maggio si riuniranno a Bologna le reti civiche ed ecologiste regionali che intendono promuovere un nuovo soggetto politico alternativo, per portare
un cambiamento nel paese e garantire ai cittadini la partecipazione diretta alle decisioni politiche.
La legge elettorale e il sistema partitico hanno escluso il cittadino da qualsiasi possibilità di partecipazione, da qui la necessità di creare una nuova forma
organizzata:
una lista civica ed ecologista nazionale costituita su base federativa, aperta a tutte le organizzazioni, associazioni, comitati e singoli cittadini che potranno
parteciparvi mantenendo la propria identità e specifiche prerogative.
Gli obiettivi dell’assemblea del 15 Maggio 2011 sono dar vita a un comitato promotore del nuovo soggetto, discutere, lanciare e sostenere alcune campagne
concrete su:
- difesa del territorio
- legalità
- economia solidale
- democrazia diretta
Difesa del territorio
Assistiamo ogni giorno all’aggressione e al consumo del territorio. Colate di cemento utili solo all’arricchimento di speculatori e politici, di qualsiasi
sponda, corrotti o complici. L’ambiente è sempre più inquinato, la nostra salute sempre più minacciata e ancora vogliono imporci modelli superati e pericolosi
come le centrali nucleari.
In Italia migliaia di comitati e la campagna Stop al Consumo del territorio sono l’ultima resistenza reale a questo sfacelo.
A loro vogliamo dare voce, con loro vogliamo costruire un soggetto politico.
Legalità
Riportare il nostro paese sulla via della legalità è una priorità per tutti, ma non per i nostri politici che in questi anni non hanno fatto altro che aumentare
la propria impunità. La criminalità organizzata è entrata in maniera diffusa nel tessuto sociale, politico e amministrativo. Secondo la Corte dei Conti la
corruzione ci costa 50/60 miliardi all’anno. I beni mobili e immobili delle mafie italiane vengono valutati oltre 1000 miliardi di euro.
Il Procuratore Grasso scrive che i beni sequestrati equivalgono al 10 per cento e che i beni confiscati costituiscono il 5 per cento dei beni totali delle
mafie italiane; di quel 5 per cento il 70 per cento non è utilizzato o venduto.
Economia solidale
La ricerca di profitti sempre più grandi per pochi, si traduce per molti in sofferenza, inquinamento, corruzione, guerre, crescenti disuguaglianze.
L’economia dello sviluppo illimitato e del consumismo deve essere sostituita da un modello di società basata sul consumo responsabile, da una economia
solidale che crei ricchezza condivisa e lavoro. Occorre individuare una collaborazione con il mondo dell'economia solidale (GAS, DES, RES).
Democrazia diretta
E’ ciò che vogliamo praticare a partire da noi stessi, promuovendo un modello organizzativo federato su base regionale. I portavoce verranno espressi con
voto diretto, i soggetti organizzati aderenti manterranno la propria autonomia decisionale a livello territoriale, verranno applicate forme di tutela legale
e patrimoniale per vincolare i candidati al mandato e al programma, tutti saranno impegnati a non percepire compensi superiori al 50% degli emolumenti
previsti, verrà posto un limite ai mandati per gli eletti e non potranno ricoprire più di un incarico.
La riforma elettorale, l’abolizione dei vitalizi, la drastica riduzione di tutti i compensi e privilegi, l’obbligatorietà di rispettare mandato e programma, il
limite ai mandati, il divieto di ricoprire più di un incarico, il conflitto di interessi, saranno gli obbiettivi della nostra battaglia per riformare la politica e
abolire i privilegi della casta.
Le campagne che proponiamo di sostenere
• Si ai Referendum
• Settimana Democrazia Diretta
• Stop al Consumo del Territorio
• No ai Vitalizi
• Riciclo totale - rifiuti zero
Partecipa
La partecipazione, individuale o di gruppo, permette di partecipare
al dibattito, alle campagne, alla mailing-list a cui verranno inviate tutte le informazioni.
Quota minima di partecipazione: 5 euro per contribuire alle spese

martedì 19 aprile 2011

ANDATE A VOTARE AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO




Da:
Michele Boato (micheleboato@tin.it)
Inviato:
martedì 19 aprile 2011 16.33.53
A: MURO LIBERO

GAIA news
notizie dall'ecoistituto del veneto
fine aprile 2011
1. Puoi leggere e scaricare un utilissimo fascicolo su Nucleare e alternative, "Votare Sì per fermare il nucleare"
cliccando qui sotto
http://www.ecoistituto-italia.org/cms/files/fascicolo%20Vota%20Si%20per%20fermare%20il%20nucleare.pdf
Ora ne stiamo stampando alcune migliaia di copie, come numero di maggio di Tera e Aqua.
Se vuoi riceverlo, RISPONDI A QUESTA MAIL, dandoci l'indirizzo a cui spedire; dobbiamo dirlo noi che c'è il Referendum il 12 e 13 giugno;
lor signori hanno tutto l'interesse che la gente non vada a votare...
Se ne vuoi più copie, per farle leggere agli amici, AGGIUNGI IL NUMERO DI COPIE NELLA MAIL CHE CI MANDI

2. Mercoledì 20 aprile alle ore 18 il Coro Fanis tiene un concerto gratuito (canzoni popolari e di montagna)
a Venezia, FuturCenter di Campo S.Salvador (Rialto) siete tutti/e invitate/i


3. Per leggere Tera e Aqua n.62 di aprile-maggio 2011 clicca su:http://www.ecoistituto-italia.org/cms/files/Tera%20e%20aqua%2062.pdf

troverai
"L'atomo non conviene" di Gianni Silvestrini,
"Non disertate i Referendum" lettera aperta di Adriano Celentano
"Opposizione integrale alla guerra" del Movimento Nonviolento
"L'arroganza umana davanti alla natura" di Dacia Maraini
"Il Veneto: luogo ideale per le centrali nucleari" intervento ironico di Corrado Poli
"Effetto Fukushima: contrari tre italiani su quattro al nucleare"
"Venezia- Referendum sulla sub-lagunare" (si firma anche in Ecoistituto)
Invito all'assemblea del 15 maggio a Bologna "Cittadini in Movimento verso una Rete civica ecologista"
due poesie sugli alberi di Lidia Are Caverni e Antonella Barina

4. Per ricevere la nostra rivista Gaia, il versamento deve essere di almeno 20 euro per un anno (4 numeri e un libro)
Trovi altre notizie, interventi e avvisi nel nostro sito http:///
Se vuoi vedere l'indice e la copertina del numero di primavera 2011 di GAIA clicca qui:
http://www.ecoistituto-italia.org/cms/?q=node/566

Nel sito http://www.ecoistituto-italia.org/ puoi trovare i Tera e Aqua precedenti, tutti gli indici di Gaia, e molti altri documenti, articoli, appuntamenti
buona lettura.



Michele Boato

mercoledì 13 aprile 2011

ENERGIA E SOCIETA' DOPO FUKUSHIMA


Martedì 19 aprile alle ore 18.00,

presso il Centro di Santa Maria delle Grazie

(via Poerio 32 a Mestre)

Sinistra Ecologia e Libertà promuove l'incontro: "Energia e Società dopo Fukushima" Ragioni e Paure delle scelte che dovremo fare con la partecipazione di Pio d'Emilia (corrispondente dal Giappone) e Oscar Mancini (Comitato Referendario Veneto Vota Si per fermare il nucleare). Un' occasione per ragionare di un argomento tanto fondamentale quanto urgente, oltre l'impatto emotivo e in vista di un referendum che dobbiamo rendere visibile.

sabato 9 aprile 2011

Fortress Europe: Tra due fuochi. Gli stranieri in Libia al tempo de...

Fortress Europe: Tra due fuochi. Gli stranieri in Libia al tempo de...: "Viaggio a Misratah, 2 aprile 2011 Nashat non ha fatto in tempo a fare le valigie quando è scappato. E dietro si è portato soltanto la foto ..."

Lampedusa

A TUTTI COLORO CHE PROCLAMANO UN " FORA DAE BAE " PIU' O MENO GENERICO, CONSIGLIO LA VISIONE DEL FILM ILLEGAL E RACCOMANDO DI SOFFERMARSI A RIFLETTERE SULLA SCENA DELL'ESPULSIONE, PRIMA DI PARLARE A VANVERA.


LETTERA DI VALERIO LANDRI, DIRETTORE DI CARITAS AGRIGENTO

08 - aprile - 2011

Carissimi,

sono appena rientrato da Lampedusa e solo adesso posso scrivervi per aggiornarvi sulla situazione sull’isola. Attualmente sono presenti a Lampedusa quasi 5.000 migranti, nonostante il ponte aereo e i due viaggi della San Marco. Gli arrivi sono continui e, ormai, ingestibili con il c.d. Modello Lampedusa. Poiché il Centro di Primo Soccorso e Accoglienza è pieno oltremisura (potrebbe contenere un massimo di 800 persone), chi arriva viene praticamente lasciato ad arrangiarsi come meglio può. La collina che sovrasta il Porto (come avrete visto dalle immagini in TV) è infatti diventata un accampamento informale con tende costruite con legni e teli racimolati in giro. Si dorme all’addiaccio, a volte senza coperte, tant’è che molti preferiscono trascorrere la notte attorno al fuoco e dormire solo durante il giorno, riscaldati dal sole. Per quanto riguarda l’aspetto dell’alimentazione, il sistema di accoglienza attuale non riesce a soddisfare le esigenze dei migranti. La cucina a disposizione del centro è omologata per la preparazione di max 800 pasti e, invece, dovrebbe riuscire a prepararne 5.000. La macchina che sigilla i piatti riesce a sigillarne 200 all’ora: ciò fa sì che alcuni si trovino a pranzare alle 19. Il piatto è sempre lo stesso: un panino vuoto e maccheroni al sugo. Comprendete bene come l’organismo di una persona possa, alla lunga, risentirne: non credo dunque che si tratti di “andare incontro ai gusti e ai capricci dei tunisini” (come qualcuno sostiene), ma di un vero e proprio problema di sostenibilità alimentare. Alcune famiglie dell’isola invitano i migranti a mangiare in casa loro; è accaduto anche che alcuni lampedusani abbiano portato i migranti in pizzeria. Questi sono i Lampedusani! Rendendosi conto di tutto ciò, numerosi pescatori, al rientro dalla pesca, regalano grandi quantità di pesce ai migranti, che provvedono a cucinarlo nei loro fuochi. Caritas Diocesana, insieme a tantissimi lampedusani, offre ogni giorno panini imbottiti a quanti non sono riusciti ad accaparrarsi un pasto. Questi sono i Lampedusani! L’impegno di Caritas in riferimento a quanti dormono in accampamenti informali consiste in ronde della solidarietà: portando tè, latte caldo e barrette di cioccolata ogni notte si visitano centinaia di migranti che si scaldano al fuoco. È per noi l’occasione per farci prossimi, ascoltare le loro storie, spiegare loro quanto sta accadendo, orientarli ai pochi servizi esistenti sull’isola, invitarli a farsi una doccia in parrocchia, verificare il loro stato di salute e, se occorre, accompagnarli al presidio medico dell’isola. La consapevolezza dei migranti in merito alla loro situazione è assai scarsa: appena ieri un giovane tunisino mi ha chiesto timidamente e in un francese stentato di chiamare un suo parente a Modena, per chiedergli di venirlo a prendere! Non è mancato chi, appena sbarcato, ha chiesto dove si trovasse la stazione dei treni! Le condizioni igieniche sono pessime, ben al di sotto della dignità umana. I servizi igienici sono praticamente inesistenti, se si considera il numero dei fruitori. L’immondizia è dovunque. Se sollecitati, i Tunisini si prestano volentieri a servizi di ripulitura dell’isola: per tale ragione, Caritas sta inviando volontari che, con la collaborazione dei migranti, tengano pulite le aree degli accampamenti informali.In parrocchia si è attivato il servizio doccia: si comprende bene, tuttavia, che una doccia può soddisfare solo poche decine di migranti al giorno. Già da oggi sarà operativa anche l’acqua calda della doccia della Casa della Fraternità, di proprietà della parrocchia e attualmente utilizzata per l’accoglienza di oltre 60 minori e delle donne migranti (alcune delle quali in gravidanza). Benché siano poca cosa, sono comunque una risposta in un contesto in cui altrimenti sarebbe impossibile a chi vive fuori dal Centro di Accoglienza farsi una doccia. Impossibile pensare a container di servizi igienici, perché nelle aree di competenza della parrocchia manca un sistema fognario. La maggiore attività della parrocchia è rappresentata dal servizio guardaroba: in un mese sono stati distribuiti migliaia di capi di abbigliamento e coperte. La comunità lampedusana ha dato fondo a tutte le riserve dei propri armadi: ho assistito a scene di volontari lampedusani che hanno materialmente ceduto ad un migrante i calzini o i giacconi che indossavano. Questi sono i Lampedusani! Dopo un appello diffuso a tutte le parrocchie della Diocesi di Agrigento, la generosità della gente non si è fatta attendere: da Agrigento è arrivato un primo carico di abbigliamento, distribuito in un paio di giorni. Domenica mattina arriverà un TIR pieno di vestiti, biancheria intima, coperte e scatolame. Caritas ha acquistato sull’isola grandi quantità di cibo e biancheria intima. Altre offerte e manifestazioni di vicinanza sono arrivate dalle altre città siciliane (e non solo). Se solo aveste come noi la grazia di guardarli negli occhi! Se solo poteste parlare con loro! Ringraziamo ogni giorno il Signore per la grazia che ci sta dando: riconoscere la sua presenza in una situazione che, altrimenti, sarebbe insostenibile. Lampedusa ha oggi in sé i due opposti che misteriosamente si attraggono: la totale negazione della dignità umana, che ferisce il cuore e lacera l’anima e, allo stesso tempo, una immensa solidarietà umana che solo la fede può suscitare e sostenere. Vorrei dirvi tanto altro, ma il tempo è poco. Vi chiedo di sostenerci con la preghiera. EMERGENZA NORD AFRICA La situazione Mentre le navi civili hanno iniziato ad imbarcare gli extracomunitari presenti sull’isola per trasferirli verso altri centri in tutta la penisola, in particolare nelle tendopoli allestite a Manduria e in altre che si stanno allestendo, continuano gli sbarchi a Lampedusa, ma anche in altre località siciliane, come Pozzallo e Marina di Modica. Sono cominciati anche gli arrivi dalla Libia. Molto dipenderà dalla costanza del piano di trasferimento e dell’entità dei nuovi arrivi. Quando gli accordi per i rimpatri con il governo tunisino produrranno effetti, questi saranno limitati agli stessi tunisini. Per gli arrivi dalla Libia, trattandosi di richiedenti asilo, bisognerà verificare tempi e modalità di trasferimento presso i Centri di Accoglienza per i Richiedenti Asilo. L’Azione della Caritas in Italia Caritas Italiana continua a monitorare l’evolversi della situazione a Lampedusa e le operazioni di accoglienza e trasferimento dei migranti. In particolare continua a sostenere la Caritas di Agrigento che: · ha attivato un presidio fisso a Lampedusa volto alla promozione di servizi di orientamento e attività di interpretariato per i cittadini stranieri giunti via mare; · distribuisce vestiario e beni di conforto, ha allestito delle docce destinate soprattutto a chi è costretto a vivere all’aperto; · in accordo con la Prefettura assicura servizi nella ex base Loran, dove ci sono circa 400 persone: famiglie con minori al di sotto di 14 anni, donne e richiedenti asilo; · svolge servizio di accompagnamento e assistenza alla Casa della Fraternità, dove sono ospitati circa 100 minori stranieri non accompagnati tra i 14 e i 18 anni; · prosegue l’attività di monitoraggio nella zona degli sbarchi, in collegamento con gli altri organismi presenti sull’isola. Il Vescovo di Oria, mons. Vincenzo Pisanello, insieme al vicario generale, al direttore della Caritas diocesana e al delegato delle Caritas della Puglia ha visitato la tendopoli installata tra le campagne di Manduria e Oria. La situazione resta difficile perché la tendopoli è stata allestita in una spianata senza vegetazione e le temperature iniziano ad aumentare. Accoglie al momento tutti uomini tunisini. Molti tentano la fuga. I pasti finora sono arrivati dall’esterno, ma si sta allestendo una cucina da campo. L’Azione della Caritas nei Paesi del Nord Africa La presenza Caritas nella crisi del Nord Africa continua sui vari fronti: · al confine tunisino l’afflusso di persone è al momento diminuito ed è di circa 2.000/3.500 rifugiati al giorno: vi è una discreta assistenza, anche se resta difficile il trasferimento di alcune migliaia di bengalesi, 300 fra eritrei e somali e altri ancora. Lo staff Caritas offre un servizio di informazione e aiuto per le pratiche legali per il rimpatrio, cura dei casi più vulnerabili (bambini e ammalati), offre sostegno per la risoluzione dei conflitti che nascono fra i rifugiati stessi; · la Caritas Tunisia sta cercando di potenziare la distribuzione di viveri, medicine e prodotti igienici che finora ha riguardato circa 3.000 persone, sia tunisini rientrati in patria, che immigrati di altre nazionalità; · al confine egiziano la Caritas, in coordinamento con le autorità, è coinvolta nella distribuzione di viveri e di acqua per 2.000/2.500 persone al giorno; · al confine con il Niger la Caritas assicura un servizio di prima assistenza (problemi legali per i richiedenti asilo, viveri, accompagnamento ai villaggi di origine) a circa 4.500 persone; · la preoccupazione maggiore è nella Libia stessa. A Tripoli ora è diminuito l’afflusso degli emigrati che richiedevano aiuto, proprio perché molti sono fuggiti. Continua il lavoro della Chiesa locale in favore soprattutto dei migranti grazie soprattutto alle religiose rimaste nel Paese. Purtroppo i viveri cominciano a scarseggiare, come pure la benzina. Si vive, e si aiuta, misurando le scorte. Di notte non si dorme a causa dei bombardamenti. Anche a Bengasi prosegue il lavoro delle suore e degli operatori pastorali, ma restano difficili i contatti e le comunicazioni. ABRUZZO: A DUE ANNI DAL TERREMOTO La caritas resta accanto alla popolazione Sono passati due anni da quel 6 aprile 2009 in cui un violento terremoto ha devastato L'Aquila e altre zone dell'Abruzzo. Caritas Italiana si è prontamente attivata per dare sostegno e solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma. Monsignor Vittorio Nozza, direttore di Caritas Italiana, in questi giorni ricorda che “quando la terra trema, servono autoambulanze e gru, ma anche volontari come i nostri, in grado di accogliere, relazionarsi, ascoltare, aiutare la popolazione terremotata mentre altre braccia si occupano delle esigenze materiali”. Questo il suo bilancio dei due anni: “in una prima fase abbiamo collaborato all’emergenza mettendo a disposizione la competenza e l’energia di circa 3.000 volontari provenienti da tutte le regioni d’Italia, quindi ci siamo concentrati sulle opere per dare concretezza alla generosità dei donatori”. Nella fase dell’emergenza infatti è stato avviato un Centro di Coordinamento nazionale per tutti gli aiuti della rete Caritas, agendo in costante collegamento con la Delegazione regionale delle Caritas di Abruzzo e Molise, la Caritas diocesana e l’intera Chiesa aquilana. Il Centro di coordinamento Caritas ha suddiviso il territorio colpito dal sisma in 9 zone omogenee, oltre a prestare attenzione anche agli sfollati lungo la costa. Ogni zona è stata “affidata” alle 16 Delegazioni regionali delle Caritas diocesane, secondo lo schema dei “gemellaggi”, strumento collaudato con successo sin dal dopo-terremoto del Friuli, nel 1976. La seconda fase, che coincide con il periodo del commissariamento seguito alla partenza di Bertolaso, è quella delle polemiche sulla Casa dello Studente e dei ritardi della ricostruzione, problemi con cui ha dovuto fare i conti anche la Caritas: “per alcuni mesi abbiamo parlato linguaggi diversi, prosegue Nozza: noi eravamo preoccupati di realizzare strutture che diventassero – e diventeranno – dei punti di riferimento stabili per la popolazione, mentre le istituzioni locali si muovevano ancora nella logica della provvisorietà”. Risultato: alcune strutture realizzate su terreni delle parrocchie e dei comuni terremotati rientrano nella categoria degli edifici provvisori costruiti in deroga alla normativa edilizia e rischiano di essere considerate abusive. “In molti casi abbiamo deciso di non avvalerci del decreto detto dei 36 mesi – spiega Nozza – perché noi realizziamo strutture destinate a durare, ma non è stato facile lavorare”. Grazie alla solidarietà espressa da quasi 23.500 donatori italiani ed esteri (singoli, parrocchie, associazioni, diocesi, scuole…) e al contributo della Conferenza Episcopale Italiana, Caritas Italiana ha raccolto complessivamente 35.143.685 euro, così impiegati: 18.343.970 euro sono stati spesi per le attività già realizzate (emergenza, progetti sociali, ricostruzione…), di cui 14.053.311 euro per gli interventi di ricostruzione; 3.213.800 euro sono impegnati per le opere attualmente in corso di realizzazione; circa 10.500.000 euro sono previsti per le opere ed i progetti in fase di verifica. La filosofia dell’intervento Caritas è nota e collaudata: i fondi non sono utilizzati per restaurare chiese ma strutture destinate alla vita della comunità e quindi aperte a tutti, anche quando si tratta di immobili di proprietà della Chiesa o gestiti da ecclesiastici. In genere, si tratta di strutture che corrispondono agli scopi caritativi, che permettono cioè di proiettare nel tempo le attività di prossimità e sostegno alla popolazione che hanno impegnato l’organizzazione nella fase dell’emergenza. Si è potuto così rispondere ai bisogni primari della popolazione, attraverso: interventi di prima emergenza; azioni di prossimità e sostegno diretto (in particolare ad anziani, persone sole, ammalati…); realizzazione di Centri di comunità (7 realizzati, 2 in corso, 10 in fase di avvio); scuole per l’infanzia e primarie (3 scuole realizzate, una in fase di avvio); strutture di edilizia sociale ed abitativa per anziani, donne sole con figli… (una realizzata ed una in via di realizzazione); servizi sociali e caritativi: centri di ascolto e accoglienza, servizi per minori, servizi per indigenti… (7 realizzati, 3 in fase di avvio); consolidamento e ripristino funzionale di locali parrocchiali per attività sociali e comunitarie; progetti di animazione e aggregazione rivolti in particolare ai bambini, preadolescenti e giovani; progetti sociali a favore delle persone in situazione di grave emarginazione, immigrati, borse lavoro per giovani, sostegno al reddito, microcredito…; iniziative di scambio e accompagnamento tra comunità cristiane e Chiese sorelle. In questa fase si sta rafforzando il sostegno alla Caritas diocesana de L’Aquila perché possa elaborare strategie di lungo periodo quanto più possibili stabili e ordinarie, procedendo in modo sempre più autonomo nei quattro ambiti principali dell’intervento di ricostruzione: ascolto, accoglienza, sostegno economico al reddito, animazione.

martedì 5 aprile 2011

INSH'ALLAH di Clara Caverzan all'interno di MIELE E LATTE SOTTO LA TUA LINGUA sensuali latenze dell'eros multietnico

20 Aprile: Miele e latte sotto la tua lingua …la nostra nuova antologia che tenterà di indagare il mistero che si cela nell’eros multietnico. Secondo le statistiche del 2010, in Italia un matrimonio ogni sette coinvolge un partner straniero. C’è qualcosa che rende emotivamente più ricca la coppia mista? Dove si cela la magia dell’eros multietnico? E' questa magia la protagonista dei racconti di Miele e latte sotto la tua lingua: in queste pagine autori italiani e migranti ci raccontano la poetica dell’altrove, l’eros tenero o violento, fugace o coniugale, di un Paese sempre più misto, meticcio, multietnico.

giovedì 31 marzo 2011

PRESENTARSI AL REFERENDUM DEL 12 e 13 GIUGNO


E' molto importante per me, per te, per i tuoi amici, per i tuoi figli e per i tuoi nipoti,

presentarsi al referendum abrogativo del 12-13 giugno 2011.

E' l'unico strumento, oltre alle elezioni, che ci fa sentire parte attiva di questo stato. Il referendum avrà tre quesiti, uno più importante dell'altro.

Ve li elenco in maniera molto molto stringata.

Per ogni approfondimento andate qui. Primo quesito (Acqua)

Vuoi eliminare la legge che dà l'affidamento a soggetti privati o privati/pubblici la gestione del servizio idrico? SI

Secondo quesito (Acqua)

Vuoi eliminare la legge che consente al gestore di avere un profitto proprio sulla tariffa dell'acqua, indipendente da un reinvestimento per la riqualificazione della rete idrica?

SI

Terzo quesito (Centrali Nucleari)

Vuoi eliminare la legge che permette la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano?

SI

Quarto quesito (Legittimo Impedimento)

Vuoi eliminare la legge che permette al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri di non comparire in udienza penale durante la loro carica?

SI Come per ogni referendum, non basterà che vincano i SI ma bisognerà raggiungere il quorum.

25 milioni di persone, il 50% degli aventi diritto, dovrà recarsi alle urne per rendere il referendum valido.

La vera unità di noi tutti per far valere i nostri diritti di cittadini, capaci di dare una forte risposta a leggi che remano contro di noi. RICORDA: Condividi questo post con tutti i tuoi contatti, perchè questa volta abbiamo la possibilità di salvare il paese, girala con tutti i mezzi a tutti i tuoi contatti.

La verità di Gianni Lannes sul nucleare in Italia.mp4

sabato 26 marzo 2011

Fortress Europe: Generazione revolution: da Benghazi a Lampedusa

Fortress Europe: Generazione revolution: da Benghazi a Lampedusa: "A volte una chiacchierata aiuta a chiarirsi e a chiarire le idee. Soprattutto quando l'interlocutrice è una come Alma Allende, che è una che..."

IL PIAVE MORMORO': " NON PASSA LO STRANIERO!"


Mentre negli ambienti letterari ed universitari, la parola integrazione è obsoleta e, da tempo, ha lasciato il suo posto alla parola inclusione, dall'altra parte, lì dove è importante avere una sedia sotto il culo, segretarie pazienti con scartoffie tra le braccia, scorta con occhiali a lenti scure e auricolare, automobili di lusso con autista, nessuna politica di integrazione è stata mai pensata.
Sì, qualcuno ha fatto finta, ha balbettato qualcosa, ... come fosse reato.
Da quelle parti abbiamo sentito parlare anche di annientarli tutti, come ciò, invece, non fosse reato. Gli extracomunitai, gli immigrati.
Adesso dobbiamo fare i conti. E i conti con lo straniero non tornano.
Sono giunti a migliaia in pochissimi giorni, stanno seduti allineati sulla banchina di un porto, qui da noi, l'isola si chiama Lampedusa, Italia, mangiano, dormono, pisciano e cagano tutti sopra lì, sul nostro territorio e lo segnano inevitabilmente.
Paroni in casa nostra, mi vien da ridere!
Qualcuno non ha voluto festeggiare il 150esimo perchè discendente dai Celti e non Italiano ... quand'ecco arrivare questi coi barconi e scopriamo, tutt'ad un tratto, di essere non solo Italiani ma cittadini del mondo.
Tremando.
E come tutti i padroni del mondo che si rispettano, voliamo su aerei supersonici, spariamo, lanciamo missili, qua ... là ... è da giorni che va avanti così e oggi ci chiediamo che cazzo stiamo facendo. Abbiamo finito anche noi per litigare tra noi e litigando, ci siamo resi conto di girare a vuoto sopra un drago che non si sa manco dove sia.
Non era lui l'obiettivo? Ci chiediamo stupiti con la bombetta che sta per scoppiarci in mano.

Ci siamo resi conto di essere padroni del mondo, adesso dicevo, ma di esserlo in tanti. Anche loro? Eh sì anche loro!
(Anche con quelli dello tzunami e del nucleare di Fukushima? http://www.asca.it/news-GIAPPONE__RADIOATTIVITA__MARE_DI_FUKUSHIMA_1250_VOLTE_SUPERIORE_A_NORMA-1002994-ORA-.html Eh sì, anche loro, allora è proprio un casino!)
Il mondo è come un condominio. I primi indigeni che avevano comperato, non videro di buon occhio i primi non meglio precisati negri, arrivare e prendere lo stesso ascensore, poi ... dopo i negri, arrivarono i marocchini, i cinesi, poi fu la volta degli albanesi, dei rumeni, di tutti insomma quelli che scappavano dai draghi.
Che cosa si è inceppato? Non abbiamo, da bravi condomini, cominciato a pagare le spese condominiali, in base ai millesimi. Se non fosse chiaro sto parlando di millesimi condominiali mondiali. Condominio mondo, universo.
Una mattina ci svegliamo e toh! Il nostro bel giardino curato e di un bel verde sonnecchioso di marzo, già inaffiato di radioattività, è pieno di beduini con un telo di nylon sulle spalle. Oh cazzo? E che cosa vogliono questi, adesso? Ma se i secessionisti di casa nostra avevano detto che ... Insomma, qu'ils mangent de la brioche!
Qu'ils mangent de la brioche???
E la festa è finita. Per tutti.

Chissà che dovendo distribuire tutta la sua ricchezza l'uomo non diventi anche più sano.

E speriamo che non si incazzino! I profughi, i clandestini,
come li dobbiamo chiamare adesso quelli là? Quando dal pane e latte ed escrementi per terra dovranno passare alle caserme dismesse governate da chi e come non si sa ...

giovedì 24 marzo 2011

MAI PIU' NUCLEARE MAI PIU' NUCLEARE MAI PIU' NUCLEARE MAI PIU' NUCLEARE


GAIA news
notizie dall'ecoistituto del veneto
fine marzo 2011


- Venerdì 25 ore 21 su Antenna3 Telenordest ENUCLEARE SI, NUCLEARE NO dibattito condotto da Fabio Fioravanzi,
con Michele BOATO, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Sergio BERLATO europarlamentare PdL, Gino SPERANDIO, Federazione della Sinistra, Paolino BARBIERO, Segretario CGIL Treviso, Vincenzo PEPE, Presidente naz. Fare Ambiente.

E' gradito e importante intervenire da casa sia con sms al 348 7745096 (appaiono in video), sia telefonando al 0422 796728.32

Nucleare: tre italiani su quattro sono contrari.
Tre italiani su quattro sono
contro il nucleare. E il 70% del campione si dichiara pronto ad andare a votare al prossimo referendum per manifestare il proprio dissenso, tentare di arginare la corsa all’atomo e riaprire il dibattito sulle rinnovabili. A rivelarlo è un sondaggio condotto da GnResearch, società internazionale specializzata nell’individuare gli umori dei cittadini, publicato su La Repubblica.it il 22.3.2011
I contrari a nuove centrali in Italia sono il 75% (59 molto e 16 abbastanza); favorevole è il 25% (7 molto e 18 abbastanza)
Il 20% dei ferventi sostenitori del nucleare, però, ammette di caldeggiare l’atomo, ma… non sul proprio territorio
A impensierire il 45% degli italiani non sono tanto i terribili echi di Fukushima, bensì l’impatto negativo che l’atomo potrebbe avere sull’ambiente e sulla salute degli individui anche in assenza di incidenti. Temutissime, dal 29% le scorie, mentre il 15% si dichiara terrorizzato dalla possibilità di un errore umano. Infine, l’11% ha l’ossessione delle conseguenze di un eventuale incidente per cause naturali .
Il 37% è certamente disposto a pagare bollette più salate purché l’energia venga prodotta da fonti rinnovabili, un altro 39% lo è “probabilmente”; 17% certamente no e 8% probabilmente no.
Per ridurre la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero, il 69% propone di puntare esclusivamente sulle energie rinnovabili, il 2% esclusivamente sul nucleare, il 20% su entrambi, ma principalmente sulle rinnovabil e il 9% su entraambi, ma principalmente sul nucleare.
Il 70% pensa di recarsi certamente a votare al Referendum, il 21% probabilmente; il 4% probabilmente non andrà a votare e il 4% certamente no.
Se andrà a votare, il 71% voterà contro il nucleare, il 19% a favore e l’11 è ancora indeciso

- ogni terzo Giovedì del mese ore 18-20all' Ecoistituto è aperto lo Sportello ZEROENERGY : informazioni sicure e gratuite su risparmio energetico, pannelli solari, bioarchitettura. Trovate notizie sul sito
www.ecoistituto.veneto.it clicca qui: http://www.ecoistituto-italia.org/cms/?q=node/533


- all Ecoistituto dal lunedì al venerdì, ore 11-13 e 17-19, trovate RI-LIBRI MERCATINO di libri usati:
in ottimo stato, anche nuovi, a prezzi veramente stracciati (in media 2 o 3 euro): saggi, romanzi, per ragazzi, gialli, poesia , ecc.
c'è l'elenco aggiornato sul sito
www.ecoistituto-italia.org settore Ri Libri: clicca qui http://www.ecoistituto-italia.org/cms/?q=node/537



Nel sito
www.ecoistituto-italia.org puoi trovare tutti i Tera e Aqua, tutti gli indici di Gaia, e molti altri documenti, articoli, appuntamenti
Puoi leggere l'ultimo numero di Tera e Aqua clicca qui:
http://www.ecoistituto-italia.org/cms/files/Tera%20e%20aqua%2061.pdf
Per l'indice e la copertina della rivista GAIA inverno 2011 clicca qui:
http://www.ecoistituto-italia.org/cms/?q=node/539

ciao, a presto, Michele Boato

lunedì 21 marzo 2011

TRIPOLI BEL SUOL D'AMORE


Ho scritto, stanotte, una nota sintetica su facebook che vi posto qui sotto perchè schifata di leggere commenti da bar o, nel miglior dei casi, da salotto. Possibile che per qualcuno sia impossibile astenersi da uscite del tipo “Alla Francia il petrolio, a noi la puzza di m…. degli immigrati” e non si riesca a guardare una volta, dico una volta agli ultimi? A posporre le conseguenze che avremo noi, ecc ecc, e la Francia che ha voluto arrivare prima, facendo lo sgambetto agli altri, per il petrolio eccerto, eccheccazzo! e guardare prima di tutto alla gente del popolo libico, calpestata nei diritti, oltraggiata nella dignità, massacrata, ferita, uccisa con armi da fuoco, per ordine del proprio capo di stato. Ma lo sappiamo noi italiani che il baciamano di Berlusconi voleva sottolineare il significato di un accordo d'amicizia per cui, nel caso, noi saremmo accorsi in aiuto di Ghedafi e non dei giovani, dei bambini , dei vecchi, delle madri, delle famiglie della Libia insomma!?
Io non mi fido di questi "draghi", come vengono chiamati nelle sacre scritture, e sto con gli ultimi.

Tripoli bel suol d'amore: impossibile fare una contabilità di quello che sta succedendo
pubblicata da
Clara Caverzan il giorno lunedì 21 marzo 2011 alle ore 1.15
E' incredibile come gli individui riescano a vedere la realtà in maniera diversa. E qui la realtà è sangue per le strade, bambini, donne, uomini, vecchie e vecchi inermi, che sono stati feriti o uccisi dal fuoco ordinato da un dittatore fuori di sè, per sè. Io non sono riuscita a farmi venire in mente il petrolio e i soldi, o la grandeur francaise, o le mire di potere in questa realtà. Ho pensato all'ingiustizia, all'impotenza della gente di fronte ad un solo uomo. Io ho provato solo rabbia e paura, non ce l'ho fatta a pensare agli interessi. Scusate ma o sono troppo avanti io o lo sono, troppo avanti, quelli che non la pensano così come me. In ogni caso serve molto sangue per migliaia di feriti libici.
Sonia Serravalli wow Clara ci troviamo proprio sullo stesso piano, questa è esattamente la posizione in cui mi trovo io e oscillo da 24 ore su "o sono troppo avanti" o ho preso un abbaglio... Nonostante certe critiche bieche e poco civili ritengo di tenere sempre una porta aperta x non irrigidirmi e la ricerca della comprensione per me è un lavoro quotidiano,in fieri dunque, non basato su alcun preconcetto su cui invece si rifanno a mio parere molte di queste persone
Qui sotto gli unici testi che ho trovato in facebook in linea col mio pensiero:
e sulla bacheca di Michele Boato: IN DIGIUNO CONTRO LA GUERRA
Ho iniziato oggi, lunedi' 21 marzo 2011, un digiuno contro la guerra. Contro la guerra afgana, contro la guerra libica, contro la guerra nemica dell'umanita'. Per una persona amica della nonviolenza il digiuno non e' un modo per imporre qualcosa ad altr...i, ma per assumere su di se' una responsabilita'. Vivo in un paese che nella sua legge fondamentale, la Costituzione della Repubblica Italiana, ha scritto che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali": perche' non sono stato capace, non siamo stati capaci, di far rispettare questa legge? Mi sono formato in una tradizione culturale che da Socrate di Atene a Gesu' di Nazaret ha saputo affermare che e' preferibile subire il male anziche' commetterlo: perche' non sono stato capace, non siamo stati capaci, di far rispettare questa legge? Condivido l'opinione di ogni persona ragionevole secondo cui il primo diritto di ogni essere umano e' il diritto a non essere ucciso: perche' non sono stato capace, non siamo stati capaci, di far rispettare questa legge? So che la guerra e' nemica dell'umanita', so che nell'epoca attuale ogni guerra puo' evolvere in un conflitto mondiale in grado di mettere fine alla civilta' umana, so che il primo dovere di ogni essere umano e' impedire che questo accada, ergo: il primo dovere di ogni essere umano e' opporsi alla guerra. Perche' non sono stato capace, non siamo stati capaci, di far rispettare questa legge? Conosco il modo in cui si puo' contrastare l'oppressione, l'ingiustizia, il crimine, la violenza: questo modo e' la nonviolenza. Conosco il modo in cui si possono gestire i conflitti: questo modo e' la nonviolenza. Conosco il modo in cui si possono condurre le lotte di liberazione: questo modo e' la nonviolenza. Conosco il modo in cui si possono inverare i diritti umani di tutti gli esseri umani: questo modo e' la nonviolenza. Ho iniziato oggi un digiuno come forma di azione nonviolenta. Per assumermi la mia responsabilita' di essere umano tra esseri umani. Per esprimere il mio impegno a far rispettare la legge che dice: tu non uccidere, tu adoperati per salvare le vite, vi e' una sola umanita'. Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo Viterbo, 21 marzo 2011 Mostra tutto
Di:
Giovanni Malatesta

sabato 19 marzo 2011

IL SILVIO E' SOLO







http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/03/18/berlusconi-fischiato-contestato-roma.html
Berlusconi fischiato e contestato a Roma
La Repubblica
18 marzo 2011 — pagina 4 sezione: POLITICA INTERNA
ROMA - Colpito, offeso, dispiaciuto. Non si dà pace Silvio Berlusconi. L' ha pure confidato ai parlamentari del Pdl riuniti nel pomeriggio alla Camera. Davvero non si aspettava tutte quelle contestazioni: le urla insistenti - «vergogna», «buffone», «dimettiti» - che l' hanno inseguito dal Vittoriano all' Opera. Ancora più brucianti se paragonate agli applausi, ai cori di giubilo, tributati al presidente Giorgio Napolitano. E persino al suo predecessore, Romano Prodi, anche lui a Montecitorio per il discorso del capo dello Stato. «È cambiato il clima» sussurrano a denti stretti gli uomini dello staff che, alle undici di mattina, tentano di aggirare la piccola folla di famiglie, ragazzi e coppie di mezza età radunata davanti al Museo della Repubblica romana, terzo appuntamento della giornata dedicata all' Unità d' Italia. Dopo i fischi, i "buuu" e soprattutto quel grido - «I ragazzi del ' 49 non sono morti per farti fare il bunga bunga» - esploso al Gianicolo di fronte alla statua di Garibaldi, i fedelissimi del premier decidono di non rischiare. Lo dicono chiaro al presidente del Consiglio: meglio non passare dall' ingresso principale. Da lì è appena uscito il ministro La Russa, subissato dagli improperi. «Aspettiamo un po' , magari si calmano», suggerisce il sottosegretario Paolo Bonaiuti, mentre il fidato Roberto Gasparotti cerca una via di fuga. Per una decina di minuti un Berlusconi sempre più cupo resta chiuso dentro, praticamente solo, in attesa che si apra il cancello sul retro. Ma il sotterfugio è presto scoperto, in tanti si spostano, ripartono i fischi: «Sei il disonore dell' Italia» rumoreggia la folla, sovrastando qualche eroico «resisti». E dire che era cominciata bene. Alle 9, all' Altare della Patria, romani e turisti lo avevano acclamato, incitandolo a proseguire il lavoro. «Vado avanti, certo», aveva risposto il premier con il sorriso dei giorni migliori: «Non lascio il Paese in mano ai comunisti». Umore tuttavia virato di colpo, ai primi accenni di contestazione: più soft al Pantheon, violenta tra il piazzale degli Eroi e il museo di Porta San Pancrazio. Sperava comunque di recuperare, il Cavaliere. O almeno di evitare ulteriori affronti. Sarà per questo che,a costo di infrangere il cerimoniale, ritarderà il suo arrivo alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove a mezzogiorno il cardinal Bagnasco officia la messa solenne e il presidente Napolitano si è già presentato, puntuale, prima di lui. Non serve a molto. Scende dalla macchina ed ecco che gli insulti riprendono, la gente urla «dimettiti», gli applausi neppure si sentono. Non è abituato, Berlusconi, e si vede. Alza la mano per salutare ma ha il volto tirato di chi affronta un calvario che continua sin dentro la chiesa: i fischi ripartono appena varca la soglia, più d' un «vergogna» si leva dalla navata centrale. È troppo, soprattutto per chi è avvezzo a ben altra accoglienza. Ma «il clima è cambiato», ormai è chiaro a tutti: a fine cerimonia, per la seconda volta, il premier sarà costretto a fuggire dal retro, a lasciare la Basilica passando per la sagrestia. Sfogherà il suo «rammarico» più tardi alla Camera, dove ai deputati più vicini rivelerà di essere «molto colpito e dispiaciuto». Però Umberto Bossi non mostra indulgenza: «Le contestazioni? Peggio per lui», taglia corto il leader della Lega. Non sarà l' ultimo dispiacere della giornata. «Vattene, vattene» inveisce la piccola folla assiepata dinanzi al Teatro dell' Opera dove Berlusconi si materializza a sera, per il Nabucco diretto da Muti. Appena appare, persino dalle finestre del palazzo di fronte si mettono a fischiare. © RIPRODUZIONE RISERVATA - ALBERTO D' ARGENIO GIOVANNA VITALE

giovedì 17 marzo 2011

La ministra Gelmini intervistata da Fabio Fazio (Che tempo che fa 13/03/...



O è pazza o non sa quello che dice e che fa. Non ha la più pallida idea di quello che succede giorno dopo giorno nelle " sue " scuole! Non sa neppure che cosa succede negli statini paga dei suoi dipendenti.

martedì 15 marzo 2011

AGLI ULTIMI NUCLEARISTI


NUCLEARE. 4 idee di uno sciacallo verde

4 idee sul Nucleare:

sono uno sciacallo verde,ma i conti li so fare.

La tragica realtà ci impone di discutere di nucleare, a pochi mesi dal referendum.

Il governo italiano vuole “tirare dritto”, ma noi del popolino vogliamo vederci chiaro.

1) Le centrali nucleari forniscono energia elettrica. In Italia non ne abbiamo bisogno: negli ultimi anni la potenza installata è aumentata, mentre la domanda è diminuita: la domanda è d di circa 60 GW (gigawatt). La potenza elettrica installata in Italia all’inizio 2010 è pari a 94 GW. Quindi non c'è nessun bisogno reale di nuova energia elettrica (per trasporti e riscaldamento usiamo petrolio o gas).

2) Si dice che le centrali nucleari ci garantiranno l'indipendenza energetica. Falso. Le centrali utilizzano come combustibile l'uranio. Le principali miniere di uranio sono in Australia e in Africa, oggi sotto controllo cinese, o in Ucraina, Uzbekistan, Kazakistan, oggi sotto controllo russo. Quindi il nucleare è una fonte che crea dipendenza da Cina o da Russia.

3) Ma quanto costa l'energia prodotta dalle centrali? Troppo. Il costo Kwh (kilowatt/ora) del nucleare è maggiore di quello di ogni altra fonte (i costi ufficiali in centesimi di dollaro sono: nucleare: 10,2 –eolico: 9,9 – carbone: 9,8 – gas: 8,2 ), questo perchè oltre agli investimenti per la costruzione di una centrale, bisogna calcolare anche il costo di smantellameto, che può persino raddoppiare.4) Il governo italiano ha previsto 4 nuove centrali nucleari, con un costo di 30 miliardi di lire. Queste 4 centrali, se tutto va bene, entrerebbero in funzione fra 15/20 anni, e produrrebbero il 5% dell'energia nazionale. E' del tutto evidente la sproporzione tra >investimento e risultato. Il 5% è quanto si può ottenere da subito con una seria politica di risparmio e di efficienza degli impianti già esistenti.

Bastano queste 4 cifre per dimostrare che il nucleare in Italia non ha senso e serve solo ad assicurare affari ad un ristretta lobby. A questo aggiungiamo che il governo propone il nucleare senza aver presentato al paese un serio piano energetico (fabbisogno, previsioni, consumi, costi, ecc.) e che il problema delle scorie radioattive non è ancora stato risolto.La conclusione è semplice, ed è la stessa di tanti anni fa: Energia nucleare? No, grazie.

Mao Valpiana

domenica 13 marzo 2011

GIAPPONE: cade il mito di coloro che vogliono il nucleare di Bepi Papazzoni

GIAPPONE
cade il mito di coloro che vogliono il nucleare.
Quando si sono dovuti argomentare i motivi per cui si deve evitare l'installazione di centrali nucleari in un territorio sismico quale è l'Italia, se ne sono usciti sempre il nuclearisti portando come esempio il Giappone, territorio oltremodo sismico ma che comunque è sito di numerose centrali nucleari volute da coloro che hanno colà responsabilità di governo e di decisione.
Inutile sottolineare che in quel paese opera un movimento antinuclearista tra i più impegnati al mondo.
Sta di fatto che anche l'ultimo motivo che veniva ritenuto esempio favorevole a disposizione di coloro che vorrebbero il nucleare in Italia è caduto.
E' davanti agli occhi di tutti, oltre l'immane tragedia dovuta al sommovimento sismico, anche il tremendo pericolo che rappresentano le centrali nucleari.
Sono nella memoria di tutti i disastri nucleari sia negli Stati Uniti che in Europa e i continui incidenti che molte volte sono coperti da quell'omertà speculativa di coloro che introitano cospicui guadagni, ma mancava il continente asiatico e nella fattispecie la nazione simbolo della scelta nucleare.
Ed ora, quando oramai i dubbi sulla bontà della scelta nucleare stanno assillando quasi tutti gli stati che nel caso migliore evitano l'installazione di nuove centrali, ecco l'Italia che in controtendenza spinge per costruire centrali sul proprio territorio.
Il motivo è chiaro: visto che i costruttori di centrali non riescono ad istallarle in altri paesi ecco l'opportunità Italia, magari irrorando i centri decisionali con gli opportuni oli pecuniari.
Solo poco tempo fa abbiamo dovuto affrontare nel centro Italia un terremoto, che anche se nonostante non fosse della stessa intensità di quello giapponese ha causato vittime e disastri, si provi a pensare un medesimo sisma, magari nella vicinanza una centrale nucleare che avesse provocato l'emissione di radiazioni pari a quelle giapponesi: chi avrebbe, qui in Italia, potuto sentirsi al sicuro?
Però, malgrado tutto, si persevera su queste decisioni e poco importa se il Presidente della nostra regione dica che qui non c'è spazio per questi siti, ma vota a favore dell'opzione nucleare, tanto che sia a Porto Tolle o a Brescia o in Friuli (ancor peggio) con i venti che circolano sulla nostra penisola il pericolo è come averlo fuori dalla porta di casa.
Ma domandatevi perché alla presidenza dell'organo di controllo dell'energia nucleare hanno messo uno dei maggiori oncologi italiani, il messaggio è chiaro: “signori, c'è da mangiare per tutti”, per chi provoca le malattie dovute alle radiazioni e per chi le cura.
Di fronte a questo scenario apocalittico un ulteriore tassello: il governo con un decreto legge ha di fatto bloccato, sino ad un altro futuro decreto, gli incentivi per le fonti energetiche rinnovabili. Il messaggio è altrettanto chiaro: la gente non deve capire che l'energia è patrimonio di tutti e non di pochi.
Un fatto per la riflessione di tutti: se fosse coperto di pannelli fotovoltaici il 10% della superficie dei tetti delle case italiane si otterrebbe il totale del fabbisogno energetico dell'intera nazione.
Ma è così difficile capire che la salute è il bene primario di una nazione?
di Bepi Papazzoni

lunedì 28 febbraio 2011

... dubbi sulla dannosità dell'inquinamento elettromagnetico? by Pino


Condanna definitiva per Radio Vaticana, le onde elettromagnetiche aumentavano di 4-5 volte il rischio di leucemie!
25 feb 2011 di Eleonora Santucci
LIVORNO. E' stata confermata la condanna per Radio Vaticana. La Corte di Cassazione ha infatti ribadito la decisione dalla Corte d'Appello del Tribunale di Roma: reato di "getto pericoloso di cose" (articolo 674 Codice penale) e risarcimento ai cittadini. Non si procederà però, nei confronti dell'unico imputato superstite, il cardinale Roberto Tucci, perché il reato si è estinto. «Ieri - dichiara il Comitato dei Comitati di Roma Nord - è stata una data storica per la giustizia italiana: la Suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Radio Vaticana». Ed aggiunge «Ogni volta che rileveremo violazioni dei limiti di legge e disturbi alla nostra vita quotidiana sporgeremo querele contro i responsabili della radio vaticana».
La questione è iniziata molti anni fa (oltre 11) quando alcuni cittadini di Cesano denunciarono la trasformazione di alcuni elettrodomestici, citofoni, lampadari in duplicatori del segnale di Radio Vaticana. A ciò si aggiunsero gli esposti da parte di chi accusava malattie provocate dal superamento dei limiti di emissione delle onde elettromagnetiche. Nel tempo si sono infatti susseguiti due giudizi di primo grado, due pronunciamenti di secondo grado e si sono già avute quattro sentenze della Corte di Cassazione, di cui una nell'ambito del procedimento penale per omicidio plurimo colposo, per il quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, a seguito dei sorprendenti ed impressionanti risultati dell'indagine epidemiologica condotta in cinque anni nel territorio limitrofo agli impianti, il 13 novembre 2010 ha rinviato gli atti alla Procura della Repubblica per le conseguenti decisioni della pubblica accusa.
Gli studi hanno sottolineato che il rischio di mortalità di leucemia presenta un fattore di 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km di distanza. In particolare lo studio di incidenza di leucemie e linfomi nei bambini da 0 a 14 anni ha dimostrato che il fattore è da 4,1 a 4,7 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km. di distanza e fino a 6,9 volte se si considerano solo i bambini di età maggiore di un anno. Tanto che la perizia del Tribunale di Roma ha annunciato che «l'eccesso di rischio è clamorosamente alto. ... L'effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso... I risultati ottenuti sono assolutamente impressionanti. ... Non siamo stati in grado di trovare un fattore di causa diverso dalla Radio Vaticana. ... Non si può non pensare che lì sia successo qualcosa di importante per la vita di quelle persone, che non è spiegabile con altra causa che non siano le emissioni della Radio Vaticana. ... I risultati hanno a che fare con la dislocazione in cui queste persone hanno abitato nella loro vita e questi bambini hanno abitato nel loro periodo di vita. ... Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, soltanto negli studi epidemiologici relativi alle zone che hanno subito gli effetti dell'esplosione di una bomba atomica».
NB: "Non si procederà però, nei confronti dell'unico imputato superstite, il cardinale Roberto Tucci, perché il reato si è estinto".
C'è ancora qualcuno che ha dei dubbi sulla dannosità dell'inquinamento elettromagnetico?
Pino

from Bepi Papazzoni

domenica 27 febbraio 2011

BERLUSCONI DISCORSO AL CONGRESSO DEI CRISTIANO RIFORMISTI 26-2-11: magari per paura ma io non ci sto!



Di fronte al discorso di Berlusconi a Roma al 2° Congresso Nazionale dei Cristiano Riformisti in delirio, sono a dir poco preoccupata: questo duce dell'ultima ora che scimmiotta Gheddafi, che con slogan da cortometraggio e da commedia dell'arte tenta di cancellare anni e anni di cultura e di istruzione, facendo l'occhiolino alla Chiesa, agli ultimi ipocriti bigotti e agli integralisti, mi ha povocato un rigetto fisiologico. Tutti, persone di buon senso e di cultura dobbiamo alzare la testa ad oltranza. Non è ammissibile, mai e poi mai ho assistito prima d'ora a tanto degrado intellettuale e non solo, a tanta voluta ignoranza, a cotanto imbroglio da parte delle istituzioni!
Vendola Su Rainews24 – diretta dal Teatro Tendastrisce di Roma
domenica 27 febbraio 2011 10:15 :
DOV'E' GESU' CHE SCACCIA I MERCANTI DAL TEMPIO?

giovedì 24 febbraio 2011

DEDICATO ALLE 500 HOSTES che ricevettero in dono da Gheddafi un "Corano" riveduto

e corretto dallo stesso ex dittatore, ricordando che 3 di loro si fecero musulmane folgorate dalla loro stessa idiozia, non per il fatto della conversione in sè stessa, ma perchè un musulmano vero non potrebbe mai ricevere nelle sue mani un falso Corano.

"Si farebbe volentieri a meno degli umori leggeri di fronte a tragedie come quella libica; ma inevitabilmente la parabola catastrofica del colonnello Gheddafi scatena nei peggiori bar della nostra città fantasie mezzo satiriche e mezzo politico-diplomatico sul suo destino: finirà ad Arcore dividendo la cameretta con l'amico Putin o ad Antigua, da solo sul Nig o con un carro di amazzoni al seguito? E quale uniforme, in caso di fuga sceglierà nel suo guardaroba? Quella ieratica da capo beduino o quella da generale pazzo mutuata dalle peggiori tradizioni dell'occidente colonizzatore? O tutte e due per segnalare il disastro prodotto dal colonialismo militare e dall'arcaismo tribale? E soprattutto: cosa staranno pensando in queste ore le Miss reclutate a mazzi per ascoltare le lezioni pseudo coraniche di un tizio che fa bombardare il suo popolo? Avranno colto la differenza tra una convention e lo stage di indottrinamento nato dall'asse di ferro Roma-Tripoli/ Berlusconi-Gheddafi, oppure penseranno solo di essersi prestate a pagamento a un pomeriggio appena più pittoresco del normale? E se hanno conservato il velo ricevuto in omaggio dal tiranno libico, sapranno rivolgere un pensiero alle donne libiche che quel velo ora lo usano per asciugare il sangue dei loro morti?"
Michele Serra Repubblica del 23/02/2011.






Per gli smemorati


Gheddafi : L’Europa si converta all’Islam Gexplorer.net Notizie Italiane


Questo il messaggio del leader libico nella sua lezione sul Corano a centinaia di hostess. Oggi l’incontro con Silvio Berlusconi per le celebrazioni del secondo anniversario della firma del trattato di amicizia tra Italia e Libia
E’ arrivato a Roma per celebrare con l’amico Silvio Berlusconi il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia italo-libica, ma il “ciclone”
Gheddafi ha già fatto parlare di sé e delle sue note “stranezze”, tanto imprevedibili quanto attese.
Anche questa volta, come lo scorso novembre, il leader libico non ha voluto rinunciare a impartire lezioni di Corano a 500 giovani
ragazze – belle e pagate – invitandole a “convertirsi all’Islam”, confessione che, a suo dire, prima o poi dovrà diventare “la religione di tutta Europa”.In tre si sono presentate all’appuntamento all’Accademia libica con il capo coperto dal velo islamico (ma da uno fuoriuscivano ciocche biondo-platino), forse reduci dall’analoga serata di gala di novembre e convinte in quell’occasione ad abbracciare la fede musulmana. Una decisione che Gheddafi, quasi come un “padrino di battesimo”, ha suggellato oggi con un “rito veloce”, una piccola cerimonia di iniziazione per le tre giovani convertite. Le ragazze, due italiane e una spagnola, si sono poi allontanate dall’istituto in tutta fretta, dribblando microfoni e cronisti che da ore attendevano sul marciapiede infuocato di capire cosa stesse accadendo dietro quelle cancellate.

Alcune delle 200 ragazze reclutate dall'agenzia Hostessweb per incontrare il leader libico Muammar Gheddafi, all' Accademia libica nella sua seconda giornata a Roma.
“E’ stato molto gentile, ci ha parlato del Corano e mi ha fatto un’ottima impressione”, ha poi raccontato una delle 534 hostess, con in mano una copia del Libro sacro e un libro di preghiere, nonostante la consegna degli organizzatori era quella di non parlare ai giornalisti. “Chi rilascia dichiarazioni, non viene pagata”, ha redarguito un responsabile di Hostessweb, l’agenzia di casting che le ha reclutate offrendo un “rimborso spese” tra i 100 e i 150 euro, anche se la maggior parte di loro ha detto di aver partecipato a titolo gratuito. Pochissime le voci fuori dal coro: “Sono scioccata – ha detto una studentessa romana -. Non è possibile che la gente venga pagata per ascoltare certe assurdità “.